La descrizione della nostra storica gita all'oro sul fiume Elvo (BI) tenutasi nel 2003 - GMS

        
Ultimo aggiornamento in data: 15/02/2015
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Appunti di viaggio > La gita all'oro

Questa è una gita storica rimasta nei nostri cuori e per tanto, anche se ormai sono passati diversi anni, rimarrà sempre presente sul nostro sito.

 
 
 
 
 

RICERCA ALL'ORO SUL FIUME ELVO (15/06/2003)

Finalmente è arrivato il giorno. Si sale sul pullman e si parte alle ore 6.00 da Parona, davanti alla sede del Gruppo Mineralogico Scaligero di Verona. Si passa da Cavaion dove ci aspettano altri soci residenti in zona, poi a Peschiera per raccogliere l’ultimo socio proveniente da Mantova e quindi si entra in autostrada in direzione Milano; sono le ore 7.00. Si prosegue per Milano, poi per Novara e si esce a Santhià in provincia di Vercelli.

Quando arriviamo sono circa le 10,30 e fuori dal casello autostradale ci attende il nostro amico Giuseppe Schiera che poi ci fa strada. Da Santhià si prosegue per Cavaglià, Salussola dove incontriamo le nostre "guide", gli amici dell'Associazione Biellese Cercatori d'oro che ci accompagneranno poi per tutta la giornata, e quindi arriviamo sul posto della ricerca a Cerrione intorno alle 11,30. Siamo sul fiume Elvo vicino ad una località denominata "La Bessa".

Bruno Martini, del Gruppo Biellese ci spiega che questa località è la più grande miniera a cielo aperto del passato in quanto, già dai tempi dei Romani e da prima ancora, veniva estratto l'oro lasciato dai ghiacciai della Val d'Aosta nelle rocce moreniche circostanti. Enormi canali artificiali, in cui scorreva l'acqua, collegavano le 5 grosse morene circostanti al fiume Elvo per il dilavamento del materiale aurifero. Tutto il materiale di scarto, composto principalmente da ciottoli e grandi massi, fu accatastato nei secoli fino a creare appunto La Bessa, un'area collinare di circa 7 Km quadrati formata artificialmente dall'uomo.

Dopo aver visitato i resti dei canali di dilavamento scendiamo al fiume ed iniziamo la ricerca vera e propria e, come in ogni escursione dove manca l'esperienza, ci mettiamo a cercare in luoghi errati. Infatti, sempre gli amici del Gruppo Biellese, a cui già in mattinata si era unito Giannino Rambaldelli (autore del libro "Guida pratica per la ricerca dell'oro in

Italia"), ci spiegano e ci illustrano le differenze tra le macchie di sabbia cosiddetta "di stanca" dove sicuramente non c'è oro e le zone più scure, ricche di magnetite e quindi sicuramente anche di oro che ha più o meno lo stesso peso.

Passiamo così due, tre ore alla ricerca ed al ritrovamento di pagliuzze d'oro acquisendo i rudimenti della tecnica di lavaggio delle sabbie con la "bateia" (tipica padella per la ricerca dell'oro) oppure con il "canaletto" (un canale di ferro con all'interno un tappetino di plastica per la raccolta delle pagliuzze).

Nel pomeriggio poi viene realizzata una gara tra i più piccoli cercatori d'oro che hanno partecipato alla gita. Chi ritroverà, nel giro di un'ora, la pagliuzza più grande riceverà in premio una "bateia". Al termine della giornata facciamo la conta dei ritrovamenti e comunque, chi più chi meno, porta a casa qualcosa. I ritrovamenti più grossi sono stati per Giuseppe Spezie (una pagliuzza di circa 4 mm) mentre il vincitore della gara tra i più piccoli è stato Andrea Ceradini di 10 anni che ha trovato una pagliuzza di almeno 7/8 mm di grandezza.

La ricerca è finita ma la giornata ancora no! E così i nostri amici di Biella ci accompagnano a Vermogno (una frazione di Zubiena) per visitare l'Ecomuseo dell'oro e della Bessa. Un museo allestito e gestito dal gruppo stesso che raccoglie e documenta le tecniche manuali impiegate nei secoli per la ricerca aurifera. Un lavoro pregevole che mette in evidenza, prima ancora dei reperti e dei lavori esposti, la passione e la costanza di questo gruppo di tenere viva una storia vecchia di millenni e di diffondere la conoscenza archeologica e naturalistica del proprio territorio.

Passando a descrivere il museo, troviamo esposti gli strumenti più caratteristici usati nei decenni precedenti per la ricerca dell'oro. Troviamo anche documentazioni fotografiche e plastici funzionanti e fedeli alla realtà fatti da Giannino Rambaldelli che riproducono scene ed ambienti relativi alla ricerca dell'oro.

E' arrivata la sera ed il pullman ci aspetta coi motori accesi. Ci attardiamo a salutare ed a ringraziare tutti gli amici dell'Associazione Biellese Cercatori D'Oro che in questo momento vorrei citare uno per uno con i loro nomi e cognomi ma che purtroppo, come capita in queste giornate, ci si dimentica di prendere nota. Un saluto ed un ringraziamento per la loro presenza ed un arrivederci a presto. Il pullman si muove, accende i fari e parte. Si ritorna a casa…. stanchi ma contenti, come sempre.

Riccardo Pellizzaro



 
 
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